Endometrisosi - Storie ordinarie di donne straordinarie


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Endometrisosi - Storie ordinarie di donne straordinarie

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Scheda del libro

Titolo: Endometriosi – Storie ordinarie di donne straordinarie

Autore: AA. VV.

Collana: Vite Segnate

Genere: Racconti di vita vissuta

N. pagine: 228

ISBN: 978-88-94921- 66-3

Prezzo: euro 17,00

 

 

Presentazione dell’opera:

Le quaranta storie ordinarie presenti nel volume,.. , come quelle di tante altre donne sparse in tutto il mondo, parlano anche di ingiustizie, di licenziamenti sul lavoro, di un ignoranza che dal nucleo familiare si espande fino ad arrivare alla scuola. Pazze, esagerate, vittime, pigre, poco propense a sopportare un dolore “normale”, questo e tanto altro sono costrette ad oggi a sopportare molte donne malate di endometriosi. Ed è tutto questo a rendere le storie straordinarie, basta leggere i racconti per chiederci “come” hanno fatto a combattere tutto il dolore fisico e affettivo di cui parlano, e immaginarci tante altre storie non trascritte nel seguente volume ma ugualmente esistenti.

Questa raccolta di testimonianze, pur contenendo termini a volte scientifici per spiegare adeguatamente il proprio vissuto con i relativi nomi di interventi e quant’altro, non si prefigge l’obiettivo di mostrarsi come un trattato di medicina, se mai uno spaccato umano di queste vite di cui ignoriamo l’esistenza. Diciamocelo, chiunque può cercare su qualche depliant in qualche studio medico o su internet cosa sia l’Endometriosi, ma siamo sicuri di capire realmente cosa significa vivere con questa malattia cronica? Attendere anni per una diagnosi, nel mentre essere umiliati da medici e o affetti, chiudersi in se stessi e rischiare anche di farsi del male? Ciò che trasuda dalle parole di questo volume è l’animo umano, le donne invisibili per la stragrande maggioranza di persone, non unicamente il loro quadro clinico.

Provate a far vostre queste storie, indossate per un attimo i loro panni, e sicuramente basterà a darvi un idea di quanto sia importante lottare affinché, di questa malattia, si parli ovunque, non solo a Marzo nel mese dedicato all’Endometriosi, ma tutto l’anno.

E ricordate che una donna è capace di nascondere i suoi tormenti dietro un sorriso solare, un viso ben truccato, un’attenta cura di se stessa, e soffrire al contempo le pene dell’inferno. Il male non sempre lascia segni visibili, ma non è detto che non esiste e che non merita il dovuto rispetto. Tutto questo è solo l’ennesima dimostrazione del loro spirito guerriero, pur nella loro fragilità.

Alle donne che hanno partecipato a questo progetto letterario non posso che dire Grazie, avete alzato non solo la testa ma anche  chiesto a gran voce il rispetto, il vostro, chi per la prima e chi per l’ennesima volta, sicura che ogni donna affetta da endometriosi troverà se stessa in una, o più, storie diverse. Però lasciatemi dire una cosa su cui non concordo con molte di voi: sbagliate a credervi donne a metà, incomplete e inutili perché pensate o sapete che non riuscirete mai ad avere figli. Auguro a tutte voi di coronare il vostro comprensibile desiderio, è nella natura umana della donna voler concepire una creatura, ma se così non sarà, non sarete madri ma resterete ugualmente Donne. Quello niente e nessuno potrà mai togliervelo, insieme alla vostra dignità e alla vostra forza. La vita vi ha semplicemente reso delle “Guerriere”, ma alla fine sarete voi ad averla vinta.

Concludo le mie parole dedicando un pensiero ai mariti come Camillo, che nonostante le avversità della vita, hanno deciso semplicemente di restare e di donare coraggio alle donne della loro vita. Siete la dimostrazione di come il vero amore esiste ed è in grado di abbattere ogni tipo di barriera e di difficoltà, senza mai retrocedere. E dedico il medesimo pensiero a tutte le persone care di ciascuna donna affetta da endometriosi, di ogni tipo, per non aver permesso alla malattia di indebolire il proprio legame e il proprio affetto amore. Un pensiero speciale va a tutte coloro che non sono più tra noi, possano vegliare su tutte voi ed essere la forza di dirvi, io ce la farò! Sono più forte io! (dall’Introduzione di Rita D’Onghia)

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